Non una porta, ma un acquedotto

Quella che oggi si chiama Porta Maggiore fu costruita in travertino sotto l'imperatore Claudio, intorno alla meta' del I secolo d.C., e la sua funzione originaria era far passare due acquedotti — l'Aqua Claudia e l'Anio Novus — sopra due strade consolari.

Solo piu' tardi, con la costruzione delle mura Aureliane nel III secolo, la struttura venne inglobata nella cinta difensiva e divenne a tutti gli effetti una porta della citta'. E' un caso raro di edificio nato per una cosa e diventato un'altra senza essere ricostruito.

Il sepolcro di Eurisace

Accanto alla porta si trova uno dei monumenti funerari piu' singolari di Roma: il sepolcro di Marco Virgilio Eurisace, un fornaio di eta' tardo-repubblicana.

La struttura e' decorata con grandi cilindri, interpretati come le bocche dei forni o come strumenti per impastare, e un fregio che racconta le fasi della panificazione. E' la tomba di un imprenditore, non di un aristocratico: una testimonianza rarissima del mondo del lavoro romano.

Guardare le arcate

Dalla piazza si segue con lo sguardo il tracciato degli acquedotti, che qui entrano in citta'. E' uno dei pochi punti del centro in cui si capisce quanto l'approvvigionamento idrico fosse un'opera monumentale e continua, non un dettaglio tecnico.

Come arrivarci

E' a poco piu' di un chilometro dalla struttura, raggiungibile a piedi in una ventina di minuti oppure con i mezzi di superficie. La zona e' un nodo di traffico e di linee tranviarie: il monumento si osserva dall'area pedonale attorno.

La basilica sotterranea, poco lontano

Nell'area di Porta Maggiore si trova anche una basilica sotterranea di eta' romana, scoperta agli inizi del Novecento durante lavori ferroviari e nota per le decorazioni in stucco delle volte.

L'accesso e' contingentato e regolato da modalita' specifiche, che cambiano nel tempo: chi fosse interessato deve informarsi in anticipo, perche' non e' un luogo in cui si entra passando.

Come leggere il travertino

La cosa che colpisce di Porta Maggiore e' la lavorazione volutamente incompleta di parte del rivestimento, con blocchi lasciati grezzi accanto a elementi rifiniti.

E' una scelta stilistica dell'epoca claudia, non un lavoro interrotto, e la si ritrova in altri monumenti dello stesso periodo.

Un nodo urbano, non solo un monumento

La piazza attorno alla porta e' oggi un importante snodo di traffico e di linee tranviarie. Non e' un contesto silenzioso, ma proprio questo la rende interessante: e' un monumento antico dentro la citta' che lavora.

Per fotografarlo, la luce migliore e' quella del tardo pomeriggio, che scalda il travertino.

Undici acquedotti per una citta' sola

In eta' imperiale Roma era servita da undici acquedotti, che portavano in citta' una quantita' d'acqua enorme per gli standard antichi, destinata a fontane, terme, edifici pubblici e private abitazioni.

Due di essi — l'Aqua Claudia e l'Anio Novus — entravano in citta' esattamente qui, sovrapposti in un'unica struttura in travertino: il condotto superiore e quello inferiore correvano l'uno sopra l'altro dentro lo stesso monumento.

L'approvvigionamento idrico non era un servizio accessorio: era una delle prove piu' visibili di che cosa significasse essere la capitale.

Che cosa vedere nelle vicinanze

Dalla porta si puo' seguire a piedi il tracciato delle mura Aureliane in direzione del Laterano, oppure raggiungere la vicina basilica di Santa Croce in Gerusalemme, una delle sette chiese della tradizione pellegrinale romana.

E' un itinerario poco battuto che in un'ora e mezza copre un monumento antico, un tratto di mura e una basilica, senza incrociare quasi nessun gruppo organizzato.

Dalla struttura si raggiunge a piedi in una ventina di minuti.

In pratica, prima di uscire

E' a poco piu' di un chilometro dalla struttura, una ventina di minuti a piedi, e non richiede biglietto: il monumento e il sepolcro di Eurisace si osservano dall'area attorno.

La piazza e' un nodo di traffico e di linee tranviarie, quindi non aspettatevi silenzio. La luce migliore per fotografare il travertino e' quella del tardo pomeriggio.

Potete abbinarlo alla vicina basilica di Santa Croce in Gerusalemme e a un tratto delle mura Aureliane: un'ora e mezza in tutto, in una zona dove non incontrerete gruppi organizzati.

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