Perche' funziona
Roma e' una citta' che si visita camminando e stando all'aperto: fori, terme, parchi, strade consolari. La primavera e' la stagione in cui questo e' piu' facile, con temperature miti e giornate che si allungano.
Le aree archeologiche, che d'estate diventano faticose per la mancanza d'ombra, in aprile e maggio si percorrono anche nelle ore centrali.
Il rovescio della medaglia
E' anche il periodo piu' richiesto, insieme al primo autunno. La Settimana Santa, i ponti di primavera e le giornate di grande afflusso concentrano la domanda su poche date.
Chi ha date flessibili guadagna molto scegliendo la meta' di marzo o la seconda meta' di maggio invece delle settimane centrali.
Come vestirsi
Le escursioni termiche fra mattina e sera sono ancora sensibili: conviene ragionare a strati. Nelle basiliche e nei luoghi di culto e' richiesto un abbigliamento che copra spalle e ginocchia, e in primavera capita di trovarsi impreparati.
Le scarpe restano la cosa piu' importante: fra basolato, sampietrini e aree archeologiche, si cammina molto piu' di quanto si preveda.
Marzo, aprile, maggio: non sono uguali
Marzo e' ancora incerto: giornate belle alternate a perturbazioni, e temperature che la sera scendono. Aprile e' il mese piu' equilibrato. Maggio comincia a scaldare, e nella seconda meta' certe giornate anticipano l'estate.
Chi teme la folla trovera' la prima meta' di marzo e la fine di maggio piu' tranquille delle settimane centrali.
Cosa fare che d'estate non si puo'
In primavera le passeggiate lunghe all'aperto sono godibili anche a meta' giornata: l'Appia Antica, il parco degli Acquedotti, l'Aventino, le aree archeologiche centrali.
Sono esattamente le cose che d'estate, senza ombra, diventano faticose.
Prenotare con anticipo
La primavera concentra ponti, festivita' mobili e viaggi scolastici. Per gli ingressi a orario ai grandi siti conviene prenotare appena le date sono certe.
Lo stesso vale per la sistemazione: le camere con bagno privato in zone ben collegate si esauriscono prima delle altre.
Le fioriture e i giardini
In primavera si aprono al pubblico alcuni giardini e roseti della citta', con calendari legati alla fioritura e quindi variabili di anno in anno secondo l'andamento stagionale.
Le ville storiche e i parchi urbani sono in questo periodo nella loro condizione migliore, e rappresentano un contrappeso utile alle giornate passate fra pietre e musei.
Anche il verde del parco dell'Appia Antica e degli acquedotti, che d'estate ingiallisce, in aprile e maggio e' al massimo.
Il meteo, senza illusioni
La primavera romana non e' una stagione stabile: marzo e aprile alternano giornate limpide a perturbazioni, e capita di prendere pioggia anche in periodi generalmente asciutti.
Un capo impermeabile leggero occupa poco spazio e risolve il problema, mentre l'ombrello nelle vie a sampietrini e' meno pratico di quanto sembri.
Le escursioni termiche fra il primo mattino e il pomeriggio possono superare i dieci gradi: vestirsi a strati non e' un consiglio generico, qui e' proprio la soluzione.
In pratica, come prepararsi
Vestitevi a strati: fra il primo mattino e il pomeriggio le escursioni termiche possono superare i dieci gradi, e la sera rinfresca ancora. Un impermeabile leggero occupa poco e risolve le perturbazioni di marzo e aprile, mentre l'ombrello sulle vie a sampietrini e' meno pratico di quanto sembri.
Portate un capo che copra spalle e ginocchia: serve per entrare nelle basiliche, e in primavera capita spesso di trovarsi impreparati con abiti leggeri.
Prenotate presto gli ingressi a orario dei grandi siti e la sistemazione: primavera concentra ponti, festivita' mobili e viaggi scolastici, e le camere con bagno privato in zone ben collegate si esauriscono per prime.
Le settimane piu' richieste
La primavera e' anche il periodo in cui Roma e' piu' richiesta, e questo ha una conseguenza pratica: le disponibilita' si esauriscono prima e le visite che richiedono prenotazione si riempiono con settimane di anticipo. Vale per i percorsi guidati e per i siti a ingresso contingentato.
Il modo di conviverci e' semplice: prima si fissa il posto letto e le due o tre visite che si vogliono davvero fare, poi si costruisce il resto della giornata attorno. Fare il contrario significa quasi sempre rinunciare a qualcosa.
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