Una reggia costruita sulle ceneri

Dopo il grande incendio del 64 d.C. Nerone fece edificare una residenza di dimensioni senza precedenti, che si estendeva fra Palatino, Esquilino e Celio. Il nome le venne dai rivestimenti dorati che ne decoravano gli ambienti.

Alla morte dell'imperatore la damnatio memoriae fece il resto: la reggia fu spogliata, interrata e coperta dalle terme di Traiano. Paradossalmente e' proprio quel seppellimento ad averla conservata.

Le grottesche e il Rinascimento

Quando fra Quattrocento e Cinquecento gli artisti cominciarono a calarsi in quelle sale interrate, le scambiarono per grotte. Da li' il nome grottesche, dato al genere decorativo che copiarono dalle volte e che poi diffusero in tutta Europa.

Chi ha visto le Logge Vaticane o certi soffitti rinascimentali sta guardando, indirettamente, quello che quegli artisti trovarono qui sotto.

La visita: solo con accompagnamento

L'ambiente e' ipogeo, fresco e umido tutto l'anno, e l'accesso avviene esclusivamente con percorso guidato e su prenotazione, in gruppi contingentati. Non e' un sito in cui si entra passando davanti.

Le modalita' e i giorni di apertura variano nel corso dell'anno: vanno verificati sui canali ufficiali. Una felpa leggera serve anche in agosto, e le scarpe chiuse sono consigliate.

Il parco del Colle Oppio, sopra

Sopra la Domus Aurea si stende il parco del Colle Oppio, da cui si ha una delle viste laterali piu' belle sul Colosseo. Anche senza visitare gli ambienti sotterranei, e' un posto dove sedersi e capire la topografia di questa parte di Roma.

Fra i pini affiorano i muri delle terme di Traiano: e' uno dei punti in cui la stratificazione della citta' e' piu' leggibile a occhio nudo.

Come arrivarci

Dista circa due chilometri dalla struttura. Con la metro si scende a Colosseo e si risale a piedi il colle; a piedi dal quartiere ci vuole poco piu' di mezz'ora, in leggera salita nell'ultimo tratto.

Che cosa si vede davvero

Non si visita una reggia arredata: si percorrono ambienti in muratura, corridoi e sale voltate, in penombra. La ricchezza dei rivestimenti originali e' andata perduta e resta la struttura.

Proprio per questo il percorso e' accompagnato e in alcune fasi si avvale di ricostruzioni immersive che restituiscono l'aspetto degli ambienti: e' il modo in cui il sito viene raccontato oggi.

La sala ottagonale

L'ambiente piu' celebre e' una sala a pianta ottagonale coperta da una cupola con un'apertura centrale. E' considerata una delle soluzioni architettoniche piu' innovative del suo tempo, e anticipa problemi costruttivi che l'architettura romana risolvera' su scala molto maggiore.

Guardarla aiuta a capire perche' questo cantiere, per quanto discusso gia' dai contemporanei, sia stato un laboratorio tecnico.

Da abbinare nella stessa mattina

Trovandosi sul colle Oppio, la visita si combina bene con il Colosseo, che sta ai piedi del colle, o con la basilica di San Pietro in Vincoli, poco piu' su, dove si trova il Mose' di Michelangelo.

E' un modo per costruire una mattina coerente senza attraversare la citta'.

Nerone, la damnatio e il riuso

Alla morte di Nerone il senato decreto' contro di lui la damnatio memoriae, e la sua reggia divenne il simbolo di cio' che andava cancellato. I successori intervennero in modo sistematico: gli ambienti furono spogliati, riempiti di terra e coperti da nuove costruzioni pubbliche.

L'anfiteatro Flavio — il Colosseo — sorse nell'area che era stata occupata dal lago artificiale della residenza, e le terme di Traiano furono costruite direttamente sopra le sale. Restituire alla citta' lo spazio che l'imperatore si era preso fu un'operazione politica prima che urbanistica.

Il paradosso e' che proprio quel seppellimento ha conservato fino a noi volte, stucchi e tracce pittoriche che all'aperto sarebbero andati perduti.

Un sito ancora in lavorazione

La Domus Aurea e' un cantiere di restauro permanente: gli ambienti sono soggetti a infiltrazioni dal parco soprastante e gli interventi di consolidamento sono continui.

Per questo il percorso di visita cambia nel tempo, alcune sale possono essere temporaneamente escluse e i giorni di apertura non sono sempre gli stessi nel corso dell'anno.

E' un buon motivo per verificare tutto sul canale ufficiale poco prima della partenza, invece di fidarsi di informazioni trovate mesi prima.

In pratica, prima di uscire

L'accesso e' solo con visita accompagnata e su prenotazione, in gruppi a numero chiuso: non e' un sito in cui si entra passando davanti, e nei periodi di maggiore richiesta le disponibilita' si esauriscono con largo anticipo.

Sottoterra la temperatura resta bassa e l'umidita' alta tutto l'anno: una felpa leggera serve anche in agosto, e le scarpe chiuse sono la scelta giusta perche' il percorso puo' presentare tratti irregolari.

Giorni di apertura e contenuti del percorso variano nel corso dell'anno per via dei lavori di restauro in corso: verificateli sui canali ufficiali poco prima della visita, non con mesi di anticipo.

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