Perche' furono costruite
Le mura Aureliane furono edificate nella seconda meta' del III secolo d.C., in un momento in cui Roma, che per secoli non aveva avuto bisogno di difese, torno' a sentirsi esposta.
Il tracciato si sviluppava per circa diciannove chilometri e inglobava strutture preesistenti — porte, acquedotti, sepolcri — trasformandole in parte della cinta. Porta Maggiore e' l'esempio piu' evidente.
Dove si vedono bene da qui
Il tratto piu' vicino al quartiere e' quello che corre poco oltre la basilica lateranense: si segue a piedi per lunghi segmenti e in alcuni punti la cortina e' conservata in altezza.
Proseguendo si arriva a Porta Maggiore, dove la logica costruttiva del riuso e' leggibile a colpo d'occhio.
Un modo diverso di orientarsi
Camminare lungo le mura e' anche un modo per capire la geografia della citta': dentro e fuori, centro e quartieri, sono distinzioni che nascono qui e che a Roma continuano a contare.
Non serve un itinerario organizzato: basta seguirle finche' si ha voglia.
Quanto ne resta
Delle mura originarie e' conservata una parte molto consistente del tracciato, in condizioni variabili: in alcuni tratti la cortina raggiunge ancora un'altezza notevole, in altri restano basamenti e frammenti.
E' probabilmente la cinta muraria antica meglio conservata fra le grandi capitali europee.
Le porte
Lungo il perimetro si aprono numerose porte, molte delle quali hanno dato il nome ai quartieri circostanti. Alcune conservano l'aspetto tardo-antico, altre sono state rimaneggiate nei secoli successivi.
Porta Maggiore, poco distante da qui, e' il caso piu' particolare: non nasce come porta ma come attraversamento di due acquedotti.
Un museo dentro una porta
In un tratto delle mura si trova un piccolo museo dedicato proprio alla cinta, che permette di percorrere un camminamento in quota.
Modalita' e giorni di apertura sono soggetti a variazioni e vanno verificati sui canali dei musei civici prima di andare.
Come furono costruite, e in fretta
Le mura vennero realizzate in un tempo sorprendentemente breve per l'estensione del tracciato, e questo spiega alcune scelte costruttive: l'uso massiccio del laterizio, e soprattutto l'inglobamento di edifici preesistenti che si trovavano sulla linea prescelta.
Porte, sepolcri, arcate di acquedotti e persino un anfiteatro furono incorporati nella cortina invece di essere demoliti e ricostruiti. E' una soluzione pragmatica che oggi rende la lettura delle mura molto piu' interessante.
Nei secoli successivi la cinta fu piu' volte rialzata e rinforzata, e quello che si vede in altezza spesso appartiene a fasi molto posteriori a quella originaria.
Seguirle senza un itinerario
Non serve un percorso organizzato: dalle vicinanze della basilica lateranense si puo' semplicemente seguire la cortina finche' si ha voglia, e interrompere quando si incrocia una fermata dei mezzi.
Alcuni tratti costeggiano strade trafficate, altri corrono lungo aree verdi o strade secondarie molto tranquille.
E' una passeggiata che si presta bene al tardo pomeriggio, quando la luce radente mette in evidenza la tessitura dei mattoni.
In pratica, come percorrerle
Non serve un itinerario organizzato: dalle vicinanze della basilica lateranense si segue la cortina finche' si ha voglia, e si interrompe quando si incrocia una fermata dei mezzi. Alcuni tratti costeggiano strade trafficate, altri corrono lungo aree verdi molto tranquille.
Il tardo pomeriggio e' il momento migliore: la luce radente mette in evidenza la tessitura dei mattoni e le diverse fasi costruttive, che a mezzogiorno si appiattiscono.
In un tratto delle mura si trova un piccolo museo dedicato alla cinta, che consente di percorrere un camminamento in quota: modalita' e giorni di apertura variano e vanno verificati sui canali dei musei civici prima di andare.
Perche' furono costruite
Le mura Aureliane nascono nel III secolo, in un momento in cui Roma smette di sentirsi al sicuro. Per secoli la citta' era cresciuta senza bisogno di difendersi: il confine dell'impero era altrove, e le vecchie mura repubblicane erano ormai inglobate nell'abitato.
Quando la situazione cambia, la scelta e' rapida e pragmatica: si tira un perimetro nuovo, molto piu' ampio, e dove possibile si inglobano edifici che gia' esistono, risparmiando materiale e tempo. E' per questo che lungo il percorso si incontrano acquedotti, sepolcri e costruzioni private diventate improvvisamente bastioni: la citta' si e' difesa con quello che aveva.
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